Luboš Pelánek, che all’ arrivo di una gara mai una volta che lo speaker abbia pronunciato correttamente il suo nome, per noi è semplicemente Lupos. Ex professionista in squadroni come la Lampre di Cunego e Ballan mette la sua passione per il ciclismo al terzo posto.
Sua moglie e suo figlio occupano indiscutibilmente i primi due e credetemi, se le sue capacità di sacrificio e dedizione sono paragonabili a quelle che mette in campo per correre in bici, sono da considerare una donna e un bimbo fortunatissimi. Sorride poco (ma probabilmente è fatto così non è che non sia contento) e dopo le gare, che abbia vinto o perso, torna a casa “dietro furgone” mettendo a rischio la (nostra) patente. E’ ceco e non “cieco” quindi non va bene per il progetto che Valentini aveva in mente per Giairo.